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Il quartiere hippie di Copenaghen

A Christiania lo slogan “fate l’amore non fate la guerra” è ancora di moda.

A chi, esasperato dalle difficoltà, non è passata per la mente, anche solo per un momento, l’idea di abbandonare tutto per vivere libero dallo stress in pace con il prossimo e con la natura come un “figlio dei fiori”? 

Cristiania Streetart
© Flickr

I valori che scardinano le regole.

Il quartiere di Christiania è sorto sull’area di un’ex base navale, a due passi dal centro di Copenaghen. Nel 1971 un gruppo di hippie ha incominciato a risistemare gli edifici abbandonati riciclando i materiali trovati in zona e nel 2011 gli abitanti hanno acquistato il territorio dal governo e oggi Christiania è un quartiere indipendente, con una propria bandiera (rossa con tre pallini gialli che ricordano i puntini delle tre i di Christiania) e una propria moneta, il Lon. I muri dipinti con scene di fantasia testimoniano il clima gioioso della comunità.

La lentezza che concilia con la vita.

A Christiania si vive con semplicità, senza costrizioni, nel verde apprezzando tutto ciò che è naturale e la frenesia della metropoli non si sente. Nel quartiere vigono alcune semplici regole: è proibito correre, fare fotografie e parlare al cellulare per strada. Niente automobili le strade non sono asfaltate e il mezzo di trasporto più importante è la Christiana bike; viene costruita entro la Comune ed è dotata di un carretto sul davanti per trasportare merci o bambini; ma anche adulti o animali. I ristoranti sono prevalentemente vegetariani, i corsi di yoga e i concerti sono gratuiti, così come i servizi, che sono accessibili a tutti. Inoltre non si pagano tasse tranne l’acqua e la corrente all’amministrazione di Copenaghen e in alcuni casi anziché utilizzare la moneta si pratica il baratto. Non mancano tuttavia scelte dirimenti e “rivoluzionarie”: niente armi e niente polizia. La pratica della nudità, ammesso che sia effettivamente esistita alle origini, è ormai un ricordo.

Il rifiuto della sopraffazione.

Fino a poco tempo fa a Christiania (vigendo da sempre il severo divieto delle droghe pesanti) era possibile acquistare e fumare liberamente marihuana, si trovava nei negozi o in strada, nelle bancarelle, ma il 2 settembre 2016 i residenti di Cristiania si sono radunati in una specie di rivolta spontanea: esasperati dalle continue incursioni della polizia, culminate in uno scontro a fuoco con un presunto spacciatore, hanno abbattuto una dopo l’altra tutte le bancarelle di “Pusher Street”. Un’azione condotta con la consueta calma, ma, non di meno, con assoluta determinazione, costringendo i venditori a sospendere l'attività e sloggiando di fatto la malavita, con semplicità.

Cristiana Murales
© Flickr
Cristiania Colors
© Silvia Baroni
Cristiania Copenhagen
© Silvia Baroni
Life Callout

“Pane, suono, aria,
voci, amici, roba, far l'amore.

Poi puoi andare dove vuoi,
poi puoi essere come vuoi,
poi puoi stare con chi vuoi,
poi puoi prendere o lasciare,
poi puoi scegliere di dare.

Om hari om”

Da: Volo magico n° 1 - Claudio Rocchi – 1971 - Ariston Records

Christiania non è l’unica comunità hippie. 

Fin dagli anni sessanta vi sono uomini e le donne che rifiutano le regole della società capitalista e l’isteria consumista per dedicarsi alla costruzione di una collettività basata sull’uguaglianza, la pace e la libertà. Le comunità dei “figli dei fiori” sono molte e alcune sono diventate famose, una di queste si trova nelle grotte della Valle della Luna, nella piccola penisola di Capo Testa situata nel nord della Sardegna, altri hippie si sono dati come riferimento l’isola di Naxos, in Grecia, altri ancora si concentrano ad Altea, nella provincia di Alicante in Andalusia, qui convergono pittori e musicisti da tutto il mondo. Vi è una famosa comune ad Arembepe, vicino a Salvador de Bahia, dove difendono il loro villaggio dall’invasione della modernità e possono percorrere chilometri di spiagge fra palme e mare in un ambiente incontaminato mentre a Slab City, nel deserto del Colorado, vivono in roulotte e autobus dismessi, senza acqua e energia elettrica, risolvendo le necessità primarie tramite generatori e pannelli solari.

Cristiania Flag
Cristiania River Landscape
© Marco Polatti
Cristiania Restourant
© Marco Polatti
Cristiania River
© Silvia Baroni