Nuova musica per il tuo viaggio

Tuk Tuk, posso salire?

L’avventura sui mezzi di trasposto in Indocina.

Un modo per conoscere la vita reale della gente e la loro cultura è viaggiare con i mezzi di trasporto locali. In Indocina sono stipati fino all’inverosimile di persone, merci e animali e quel che può succedere lungo il tragitto è imprevedibile. Visto con gli occhi di un europeo il tragitto è un’avventura.

Tuktuk 01

L’Indocina sta conquistando la scena del turismo globalizzato e di massa grazie al suo immenso patrimonio ambientale, archeologico e culturale, le agenzie si fiondano sul nuovo business e organizzano migliaia di viaggi e soggiorni in villaggi e hotel ed è così che alcune zone tra le più belle e affascinanti dell’immensa penisola stanno già perdendo l’autenticità e l’originalità conservate finora. Tuttavia è ancora possibile, visitare l’Indocina più autentica portando soprattutto la propria curiosità e il rispetto dei luoghi, delle genti e delle loro culture. Un modo insostituibile per stabilire un contatto autentico con la realtà dei luoghi è viaggiare con un bagaglio minimo utilizzando i mezzi di trasporto locali. Sui treni, per esempio, si svolgono attività di ogni sorta e i convogli, soprattutto quelli extraurbani, viaggiano stipati di persone, animali, merci e oggetti fino all’inverosimile, mostrando al turista un originale “spaccato” di vita reale. Prima di elencare i principali mezzi di trasporto disponibili in Indocina è utile premettere che questi non rispettano quasi mai gli orari di partenza e arrivo e quel che può succedere lungo il tragitto non è prevedibile. Visto con gli occhi di un europeo il viaggio è un’avventura.

Circle Line Train
Dal diario di Clara viaggia sola Circle Line Train Yangon (Myanmar) © Clara Premarini Gennaio 2017

Per quanto concerne gli autobus, tranne che nelle stazioni di partenza e destinazione le fermate sono a chiamata, nel senso che chi ha bisogno di salire sul bus lo ferma. Continuamente rinnovati e riciclati, i motori sono tenuti in vita fino al loro ultimo giro e spesso i bus hanno a bordo un meccanico per farli ripartire all’occorrenza, mentre le soste per lasciar raffreddare il motore sono all’ordine del giorno. Stesso discorso vale per le carrozzerie, riassestate e riparate all’infinito; capita di viaggiare, pressati dalla calca, contro porte tenute chiuse tramite un cacciavite. Per gli autobus urbani il biglietto si fa a bordo, e costa pochissimo, per quelli extraurbani il biglietto si fa sia a bordo sia in stazione. A volte il servizio di trasporto è svolto da camion-pullman, usati soprattutto nei tragitti brevi, in cui i passeggeri siedono pigiati su panche o assi di legno collocate sul cassone. A volte sono scoperti e si viaggia sotto sole e acqua e nei casi in cui il cassone è dotato di tettoia mancano i finestrini. 

Bus In Phuket
By fitri agung from Pekanbaru, Riau, Indonesia, Indonesia - Bus, CC BY 2.0

I songthaew sono taxi collettivi assai comuni in Thailandia e Laos, perlopiù ricavati da pick-up o camion con il cassone appositamente attrezzato per il trasporto di persone. Prendono il nome dalle due panchine fissate lungo entrambi i lati, sulle quali si siedono i passeggeri che possono godersi il viaggio tramite i lati aperti, al sicuro grazie alle barre di protezione e protetti da un tettuccio. All’occorrenza, in caso di pioggia, sui fianchi viene calato un telo impermeabile. Alcuni veicoli, in specie quelli ricavati dai camion, hanno una terza panchina, in altri il tettuccio è abbastanza alto da consentire ai passeggeri di prendere posto in piedi, ma spesso sobbalzano sulle strade con passeggeri aggrappati sul retro e seduti sul tetto. I songthaew trasportano oltre ai passeggeri anche merci e oggetti e i tempi di percorrenza sono indefiniti. In genere sono utilizzati dagli abitanti locali sia nelle città, di solito con tariffa e itinerari fissi, sia in lunghi percorsi extraurbani. Può capitare che il mezzo non parta fino a quando non sia salito un quantitativo minimo di persone.

Songthaew Pakse
By Ilya Plekhanov - Own work, CC BY-SA 3.0
Songthaew Vientiane
Songthaewinside

Anche il treno è un buon mezzo per raggiungere le località d’interesse, il costo del biglietto è basso e per ottimizzare i tempi si può viaggiare di notte sfruttando tutte le giornate disponibili ma è necessario prestare attenzione alle segnalazioni dei ritardi, in alcune stazioni vengono scritte sopra una lavagna cancellabile. Sui treni notturni l’aria condizionata è sempre al massimo, alcuni forniscono coperte ed effettuano un improvvisato servizio di ristorazione. 

Circle Line Train Stations
Dal diario di Clara viaggia sola Circle Line Train Yangon (Myanmar) © Clara Premarini Gennaio 2017

L’originale samlor – parola composta della lingua Thai che deriva da sam (tre) e lor (ruota) – ossia il noto e pittoresco carrozzino leggero trainato da un uomo in bicicletta o in motociclo, ancora in uso nelle città è stato via via sostituito dal tuk tuk l’agile motofurgone a tre ruote, tipo Apecar o Apecalesse. 

Il nomignolo tuk tuk è probabilmente di origine onomatopeica, ispirato dallo scoppiettare del motore che generalmente è a due tempi come quelli degli scooter, infatti si guida tramite un manubrio. I primi tuk tuk arrivarono in Indocina dal Giappone nei primi anni ’60 ma quelli che circolano non sempre sono veicoli prodotti in fabbrica, infatti i tuk tuk sono spesso autoprodotti assemblando motorini e quel che capita di recuperare e riciclare, il risultato è un motoveicolo dal design spontaneo, verniciato in modo creativo. I tuk tuk, sono sprovvisti di tassametro, la tariffa non è mai fissa ed è solitamente oggetto di trattativa. Nelle zone turistiche svolgono il servizio di taxi condiviso e i conducenti in genere si improvvisano guide turistiche. I tuk tuk sono presenti in alcune scene di noti film, per esempio The Beach con Leonardo di Caprio e Ong Bak con Tony Jaa.  

Tuktuk 02
By Fotograf / Photographer: Heinrich Damm (User:Hdamm, Hdamm at de.wikipedia.org) - Own work, CC BY 2.0
Tuktuk 03
By Fotograf / Photographer: Heinrich Damm (User:Hdamm, Hdamm at de.wikipedia.org) - Own work, CC BY 2.0

Anche il noleggio di motorini con conducente è molto diffuso, e i turisti vi fanno spesso ricorso perché in città è certamente uno dei mezzi di spostamento più pratici, inoltre quando è dotato di catene può viaggiare stracarico su qualsiasi tipo di sentiero, fino all’inverosimile. 

I moderni Sleepping-bus sono usati quasi esclusivamente dai turisti per i lunghi spostamenti e sono equipaggiati con sedili reclinabili o addirittura con veri e propri lettini disposti su tre file e a due piani (come i letti a castello). Dotati di cuscini e coperte, in genere sono in buono stato e ben attrezzati, non mancano l’aria condizionata e le prese per ricaricare tablet e smartphone. Tutto sommato economici, poiché il pernottamento è compreso nel biglietto, gli sleepping-bus sono un’occasione per conoscere altri viaggiatori e scambiare esperienze fra turisti, riposando e godendo il paesaggio comodamente sdraiati. Vi sono perfino sleeping-bus con letti a due piazze e chi viaggia solo deve condividerlo con qualcun altro.

In Cambogia nei pressi di Battambang si può provare l’emozione di una corsa sul Bamboo Train. Nella lingua locale si chiama Norry ed è un carrello ferroviario con pianale di legno e stecche di bamboo che viaggia alla velocità di circa 20 km orari, mosso da un motore a benzina. La linea è unica e se si incontra un Bamboo Train che viaggia in direzione opposta uno dei due conducenti deve scendere e spostare di lato il proprio convoglio per riposizionarlo a binari liberi. I turisti che vogliono provare l’ebrezza di sfrecciare su binari e ponti traballanti in mezzo a risaie e natura possono farlo spendendo 5$ per un viaggio che dura circa un’ora, la partenza da Battambang è dalla stazione di O Dambong sulla sponda orientale del fiume, ed il Bamboo Train procede in direzione sud-est fino a O Sra Lav. Questo mezzo per gli abitanti della campagna è il più pratico e veloce per trasportare riso o altre merci, animali e persone, fino a 3 tonnellate. 

Bamboo Train In Cambodia
By Joan Vila - http://www.flickr.com/photos/joanetvila/3943948818/, CC BY 2.0

Descrivere qui tutte le varianti e tutti i mezzi di trasporto in Indocina è impossibile, per rappresentarne la varietà basti dire che a volte nei villaggi si trovano taxi d’antan costituiti da semplici carretti trainati da buoi, modernizzati con l’insegna taxi sulle sponde o sulla copertura e che vi sono zone in cui i locali si spostano a dorso di bufalo. Buona parte degli spostamenti poi avviene sull’acqua, un argomento vasto che merita un apposito post.