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Bruges a gambe all’aria

La città si capovolge e si tuffa nel cielo dell’acqua.

Scivoliamo sulle acque calme dei canali che scorrono dentro e intorno a Bruges.
Le case che vi si riflettono sono talmente nitide che pare di vedere un’altra Bruges, a gambe all’aria, che buca il velo d’acqua sprofondando nel cielo sotto la barca.

Canali Bruges

Fiori che giocano con la luce.

Una sequenza di abitazioni colorate con i pastelli ci scorre accanto, tagliando perpendicolarmente il sottile velo sulla superficie dell’acqua limpida. Salici e faggi piangono, inondano il canale di freschezza. Sui bordi, fiori mossi dal vento danno vita a giochi di luce sugli edifici. Profumo di bacche. Dalle vie d’acqua Bruges ci si presenta aperta, fiorente, luminosa. 

Strada Bruges

Pietre che galleggiano.

Nelle vie di pietra però le case sembrano volersi ricavare uno spazio intimo. La superficie del ciottolato è mossa e ci obbliga a un andamento ondeggiante, ci sentiamo leggere. Del resto questa città prima era uno dei porti più importanti d’Europa. Immagino che la pavimentazione sia solo una piastra sottile appoggiata sull’acqua e che sotto, l’acqua continui a scorrere all’infinito, come una volta. Immagino che la città sia tutta appoggiata sull’acqua.

Musicisti A Bruges

Risate che cascano dalle finestre.

Nella strada il silenzio si riempie di risate che cascano dalle finestre di case medioevali; una canzone gracchiata da una radio ci solletica i piedi raggiungendoci tramite i condotti d’aria di un sistema di climatizzazione.  Altra musica, ritmata, coinvolgente; fantastichiamo su ragazzi che la ballano, lassù in quella mansarda coperta da quel tetto con falde talmente spioventi da provocare capogiri. 

Ragazze Bruges

Triangoli colorati con i pastelli che bucano le nuvole. 

Scivoliamo lungo teorie di case verticali culminanti in triangoli che bucano le nuvole; cunei rossi, rosa, bianchi, azzurri, che fanno festa agli occhi. Immaginiamo l’intimità di quelle antiche case, fin dal medioevo, con generazioni raccolte intorno al camino. Qualcosa di buono che cuoce sul fuoco, bevande che riscaldano gli animi. Ci viene fame. 

Canale Bruges

La luce del nord che accende colori acidi. 

Ostello della gioventù, qui troviamo tutto il calore che l’estate Belga ci nega: ragazzoni sporchi di lentiggini e con la barba arruffata aprono un sorriso largo, pieno, accogliente. 
Tutti in viaggio, come noi. Mani che tambureggiano sui tavoli. Movimento. Risate. Tutti si spostano tenendo fra le mani qualcosa che li rappresenta. Asciugamani, libri, zaini, cappelli. Tutti indaffarati, tutti in ritardo, tutti di fretta; eppure dietro il bancone un orologio di ferro si distende su tutta la parete conteggiando minuti lenti. Una ragazza mi conquista, mi affascina, è vestita con colori di terra, si staglia sul legno scuro delle pareti. Sta disegnando la scena dell’ostello con larghe e generose linee di matita.

Bruges Panoramica

Onde di ragazzi che si infrangono una contro l’altra.

Gli occhi verdi del proprietario mi sorridono, così mi siedo di fronte a loro su uno sgabello altissimo e srotolo la cartina. Il paese è il suo e suo è il dito che scorre veloce fra le vie, indica punti lontani e vicini, poi si inchioda e picchietta su un’area verde ai confini del centro storico. Ritorniamo in strada e ci dirigiamo verso le porte dell’antico borgo. Le pale dei quattro mulini a vento rallentano fino a fermarsi, ecco, proprio qui volevo arrivare: onde di ragazzi s’infrangono sull’erba del parco. Ci aggreghiamo.

Due Amiche A Bruges