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Il modernismo di Maiorca

L’architettura ispirata dalla luce mediterranea.

In viaggio a Palma di Maiorca, dove i palazzi del primo Novecento sembrano vestiti a festa, dove il ferro battuto, i vetri, gli stucchi e le maioliche assumono le forme più sorprendenti, dove il colore diventa protagonista. 

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Can Forteza Rey | Palma di Maiorca © a marga - 15/05/2009 | Flickr

La città di Palma di Maiorca è una tappa obbligata per chi visita questa stupenda isola del Mediterraneo. Qui il sovrapporsi degli stili architettonici e artistici racconta il susseguirsi delle dominazioni passate come fosse un libro di storia. Influenze romane e arabe si alternano alle testimonianze del gotico, ma è il Modernismo lo stile che più di tutti conquista l’attenzione di chi passeggia nelle belle vie del centro storico

Il movimento modernista catalano, al pari dell’Art Nouveau, della Secessione Viennese e del Liberty, ha rivoluzionato irreversibilmente l’architettura e le arti applicate spagnole ed ha segnato con splendide opere anche le Baleari.

Can Forteza Rey.

Lasciati i caffè e le bancarelle dell’affollata Plaza Mayor, all’imbocco di Carrer de Colom lo sguardo viene attirato dalla facciata di Can Forteza Rey. 

L’edificio di cinque piani, concepito per ospitare appartamenti e completato nel 1909, si distingue per il brillante utilizzo di rivestimenti in piastrelle rotte e multicolori dal disegno irregolare e per la notevole creatività nell’uso di tutti i materiali. Il ferro, la pietra e il legno vengono qui modellati con grande virtuosismo.

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Can Forteza Rey | Palma di Maiorca © castigatioxes - 20/04/2012 | Pixabay

Il bow-window è decorato con misteriose figure zoomorfe, i mosaici sembrano avvolgere la parte sommitale come la pelle di un serpente e al secondo piano emerge una faccia mostruosa affiancata da draghi. La decorazione scultorea delle gallerie e delle vetrate riprende temi vegetali e floreali. La finestra del piano nobile è un piccolo gioiello, ha un andamento sinuoso e i vetri si distinguono per il gioco di forme e colori. Sulla finestra del bow-window si racconta la storia di questa affascinante architettura.

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Can Forteza Rey | Palma di Maiorca © Maria Rosa Ferre -12/02/2011| Flickr

L’influenza di Gaudí.

L’estetica modernista plasma le facciate e gli interni di questo splendido edificio con eleganti motivi floreali e zoomorfi e vivaci accenti di colore, interpretando in modo eccellente il dirompente movimento architettonico e artistico che ha segnato la Spagna e in particolare Barcellona tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento. Se l’influenza del Modernismo è percepibile in tutta la città di Palma di Maiorca e in altri centri dell’isola, come la bellissima cittadina di Sóller, ciò si deve anche al passaggio del celebre architetto Antoni Gaudí, chiamato nel 1904 a sovrintendere i lavori di ristrutturazione della Cattedrale di Santa Maria di Palma, detta anche La Seu, e del suo altare. È probabile che Lluís Forteza Rey, committente nonché ideatore di Can Forteza Rey, il cui padre José era l’orafo della cattedrale, abbia incontrato Gaudí e che abbia ottenuto suggerimenti per la progettazione; ciò è deducibile anche dalle evidenti somiglianze tra l’apparato decorativo dell’edifico e quello di alcune fra le più celebri opere dell’architetto catalano come Casa Batlló, Casa Milà e Parc Güell a Barcellona. 

Molti edifici dell’isola sono stati progettati dagli studenti di Gaudí o da suoi colleghi e probabilmente, senza il contributo del celebre architetto, il Modernismo delle Baleari non sarebbe mai giunto a tali livelli di eccellenza. 

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Can Forteza Rey | Palma di Maiorca © Castigatioxes - 20/04/2012 | Pixabay
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Can Forteza Rey | Palma di Maiorca © Marco - 27/08/2011 | Flickr
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Can Forteza Rey | Palma di Maiorca © a_marga - 15/05/2009 | Flickr

Can Corbella (un esempio di architettura pre-modernista).

Proseguendo lungo Carrer de Jaume II si trova Can Corbella, splendido palazzo adibito ad appartamenti in stile Neo-moresco, la tendenza architettonica divenuta popolare alla fine secolo XIX in concomitanza con l’ascesa del Modernismo sull’isola. Il palazzo è stato oggetto di una ristrutturazione alla fine dell’Ottocento che ha unificato tre edifici, secondo il volere del capomastro Nicolás Lliteras. La particolarità del palazzo è infatti la soluzione adottata per la facciata, costruita sopra il vecchio edificio come una seconda pelle e realizzata interamente in legno. Il piano terra, adibito a locali commerciali, dispone di archi a ferro di cavallo e vetrate colorate. Sopra, la facciata è organizzata su tre livelli e l’ultimo piano è arretrato, secondo l'allineamento originale degli edifici, e coronato da una piccola torre ottagonale. Il nome del palazzo deriva dalla farmacia che occupò il piano terra dal 1895 fino al 1985, la Droguería Corbella.

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Can Corbella | Palma di Maiorca © Ester Teruzzi – Agosto 2016

Il Grand Hotel.

Proseguendo la passeggiata nel centro di Palma di Maiorca, a poche centinaia di metri da Can Corbella, in Plaça de Weyler si trova il Grand Hotel, anch’esso in stile modernista, oggi sede del Caixa Forum, centro culturale della Fondazione Caixa, che ospita mostre, eventi e concerti, nonché una collezione permanente dell’artista Hermenegildo Anglada Camarasa. L’edificio è stato progettato dal celebre architetto Lluís Domènech i Montaner (progettista fra gli altri dello stupendo Palau de la Música Catalana a Barcellona) e completato nel 1903. L’opera è uno degli esempi più rilevanti del Modernismo catalano sull’isola di Maiorca e influenzò notevolmente la produzione degli architetti locali.

La facciata dell’edificio è dominata dai bow-window e dai balconi posti ad angolo. L’apparato decorativo è predominante e ancora una volta troviamo maioliche e piastrelle, questa volta posate con un disegno più geometrico e regolare. L’occhio è subito catturato dal coronamento, rivestito da opulente decorazioni.

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Grand Hotel a Palma di Maiorca © Udo Schröter - 20/10/2014 | Flickr

Can Casasayas e Pensión Menorquina

Spostandosi sull’altro lato della strada in Plaça Del Mercat si trovano Can Casasayas (1908-1910) e la Pensión Menorquina (1909-1911), due edifici distinti ma concepiti come un unico progetto. Gli edifici, seppure separati fisicamente da una via, sono frutto del medesimo progetto e sono stati concepiti in modo unitario. L’edificio deve il nome al suo committente, Josep Casasayas Casajuana. Il progetto è di Francesc Roca che seguì la prima parte dei lavori, che furono completati sotto la direzione di Guillem Reynés. L’opera si caratterizza per il forte dinamismo e la plasticità dettati dall’andamento ondulato dei piani. L’effetto è ulteriormente accentuato dalle finestre e dalle ante in legno. È proprio questo spiccato dinamismo che colloca l’edificio nell’esperienza del Modernismo, più che l’apparato decorativo in sé. L'influenza dell’architettura di Gaudí e in particolare di Casa Batlló è evidente negli archi parabolici di finestre e porte e nel trattamento ondulato della facciata. Gli edifici sono stati pensati con un piano terra adibito ad uso commerciale e quattro piani superiori per appartamenti, in cui tutte le stanze sono situate in facciata, per fornire un'illuminazione ideale all'interno.

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Can Casasayas e la Pensión Menorquina a Palma di Maiorca © Cristian Bortes - 27/05/2013 | Flickr
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Can Casasayas e la Pensión Menorquina | Palma di Maiorca © Cristian Bortes - 27/05/2013 | Flickr
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Can Casasayas e la Pensión Menorquina | Palma di Maiorca © daniel.stark - 28/12/2009 | Flickr
Life Callout

«L'opera di tutti […] fu messa assieme, giudicata e studiata attraverso la sola qualità […] comune a tutti: la novità; così ebbe origine il nome Art Nouveau»

 (Henry van de Velde)

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Modernismo | Palma di Maiorca © a_marga - 15/05/2009 | Flickr

Il percorso fra i palazzi del Modernismo è un modo piacevole per esplorare Palma di Maiorca ma per scoprirne appieno la bellezza occorre perdersi per le sue vie piene di vita e convivialità e giungere fino alla Cattedrale “del Mare”, La Seu, che domina la baia con la sua mole imponente. La vista dal mare, al tramonto, è impagabile e non stupisce leggere la fascinazione che esercita sui viaggiatori e i pescatori in arrivo. 

Oppure si può partire da Plaza de España per un viaggio su un treno d’epoca, l’antico Ferrocarril de Sóller, per essere subito catapultati nella campagna calda e viscerale di questa stupenda isola mediterranea.

IL MODERNISMO IN SPAGNA

Il Modernismo catalano si inserisce all’interno del più vasto fenomeno dell’Art Nouveau sviluppatosi in Belgio e in Francia e poi dilagato nel resto d’Europa nei decenni a cavallo tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento. Le nuove tendenze stilistiche puntano a rompere i ponti con il passato, alla ricerca di nuove forme e tecnologie, ma adottando allo stesso tempo una contaminazione tra il repertorio della tradizione e l’innovazione. Uno stile per certi aspetti contraddittorio: la rivoluzione industriale, vero propulsore di questa tendenza, consente lo sviluppo di soluzioni architettoniche moderne, declinate però in temi floreali, zoomorfi e naturalistici. 

Manifesto architettonico è la meravigliosa Casa Tassel a Bruxelles, progetto di Victor Horta. In Europa questo stile assume nomi e connotazioni diverse nei vari Paesi: il Liberty (o Stile Floreale) in Italia, la Secessione viennese in Austria, lo Jugendstil in Germania e il Glasgow Movement nel Regno Unito declinano questa tendenza secondo le proprie specificità. Nomi di spicco furono Henry Van De Velde in Belgio, Otto Wagner e Joseph Maria Olbrich a Vienna e Charles Rennie Mackintosh a Glasgow e oltreoceano Louis Sullivan a Chicago. La Spagna non fa eccezione: qui il Modernismo si sviluppa in modo particolare in Catalogna, a Barcellona, dove dà vita a manifestazioni architettoniche di enorme valore e del tutto particolari. Il Modernismo cercò di recuperare motivi ed elementi della tradizione catalana all’interno di nuove forme architettoniche. La ricca borghesia ambiva con questo stile a dare un’immagine moderna del Paese adottando un linguaggio internazionale, dando voce allo stesso tempo alle tendenze nazionaliste e alle aspirazioni di autonomia della Catalogna, operazione questa non priva di controsensi. L’Expo di Barcellona del 1888 rappresenta uno dei momenti più importanti di questa tendenza modernizzatrice nonché l’inizio del nuovo movimento architettonico, e voleva distinguere la città di Barcellona dall’immobilismo del resto della Spagna. La Renaixença rappresentava il movimento culturale, letterario e politico che aveva lo scopo di promuovere il rinnovamento culturale e sociale della Catalogna e soprattutto la sua autonomia politica. Molti degli artisti e architetti del Modernismo erano infatti impegnati nell'insegnamento, nella pubblicistica o addirittura in politica.

Dei movimenti dilaganti in Europa il Modernismo riprende le novità in campo tecnologico, l’uso di nuovi materiali (o il recupero di materiali della tradizione come il ferro e la pietra lavorati in modo del tutto nuovo e inedito) e le decorazioni che richiamano motivi floreali e zoomorfi. Viene esasperato l’uso delle forme asimmetriche e curve, anche grazie all’utilizzo di apparati decorativi importanti. Molte opere di questo stile sembrano sculture plasmate dalle mani di un eccentrico artista: architettura e arti decorative e scultoree sembrano unirsi, in una contrapposizione di forme e colori diversi e dagli accostamenti inusuali.

L’architetto catalano Antoni Gaudí (1852-1926) è considerato uno nei massimi esponenti del Modernismo, nonostante rappresenti per certi aspetti un episodio del tutto unico e irripetibile nello scenario artistico europeo, caratterizzato da uno stile personale e inedito. Nelle sue opere elementi della tradizione gotica si fondono con nuove potenzialità tecnologiche. Un altro nome di spicco in Spagna fu Lluís Domènech i Montaner (1850-1923), uno dei primi ad adottare questo stile: architetto, ma anche attivista, insegnante e pubblicista, nelle sue opere lo stile catalano emerge con maggior preponderanza, esibendo forme più razionaliste ma allo stesso tempo cariche di apparati decorativi e scultorei. Le sue opere sono una commistione di ascendenze della tradizione catalana e innovazioni tipiche dell’Art Nouveau. Altri nomi di rilievo furono Josep Puig i Cadafalch e Josep Maria Jujol, allievo e collaboratore di Gaudí.

ALLA SCOPERTA DEL MODERNISMO DI PALMA DI MAIORCA