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Bessi Smith - L’imperatrice del Blues

La cantante che fece scappare da sola gli squadristi del Ku Klux Klan

Bessie era brava, sapeva sedurre, coinvolgere, commuovere e divertire, conquistava la platea con la sua magnifica voce. Negli anni 20 il blues era spettacolo, le compagnie itineranti si esibivano dove la gente lavorava alla raccolta del tabacco o del cotone o faceva festa. Per evitare i divieti razziali acquistò una carrozza ferroviaria e l’adattò per portare in giro i suoi spettacoli.

Bessie Smith

Dotata di una voce straordinaria e potente, dagli anni 1920 non c’è stata nessuna che abbia saputo cantare il blues come Bessie Smith.

Dotata di una voce straordinaria e potente, dagli anni 1920 non c’è stata nessuna che abbia saputo cantare il blues come Bessie Smith soprannominata “l’Imperatrice del Blues”. Nacque il 15 aprile del 1894 a Chattanooga nel Tennessee, dapprima povera e poi molto ricca, non ebbe una vita semplice. La sua fortuna fu di incontrare ancora ragazzina “Ma” Rainey, la madre del blues, da lei imparò come mettere in scena questa esuberante musica. Allora il blues era spettacolo, le compagnie itineranti si esibivano dove la gente lavorava alla raccolta del tabacco o del cotone o faceva festa. La regola era l’improvvisazione, le note e il ritmo cambiavano, le parole s’inventano e reinventavano ogni volta, lo stesso pezzo era ogni volta diverso. E Bessie in tutto questo era brava, sapeva sedurre, coinvolgere, far commuovere e divertire. 

Bessie è un film per la televisione del 2015 diretto da Dee Rees, con protagonista Queen Latifah. racconta la vita della cantante, dagli esordi fino alla consacrazione come "Imperatrice del blues".

Diffondeva energia e fascino; per seguire i suoi spettacoli la folla affrontava viaggi in treno molto lunghi.

Conquistava la platea con la sua magnifica voce, gli abiti eccentrici e gli accessori appariscenti erano la cornice dei suoi numeri sul palco. Diffondeva energia e fascino; per seguire i suoi spettacoli la folla affrontava viaggi in treno molto lunghi. Nel 1923 fece la sua prima registrazione per la Columbia, una delle più grandi case discografiche. Fu un’esperienza distruttiva, provò per più giorni, ma il risultato era sempre pessimo, fino alla mattina in cui Bessie entrò nello studio determinata, arruffata e stanca, cantò “Down Hearted Blues”. Fu un’interpretazione intensa, la sua voce chiara e fortissima “urlò” ciò che conosceva bene: l’impotenza, la frustrazione e la fermezza di una donna che sente l’uomo che ama allontanarsi, ma non vuole lasciar decidere il destino. Era una canzone di Alberta Hunter, ma la versione di Bessie Smith spopolò e in poco tempo furono vendute quasi 800.000 copie, un record per quei tempi.

Era la cantante di colore più pagata al mondo, ma con l’arrivo della depressione, la gente smise di comperare i dischi.

Il successo le portò tanti guadagni, cominciò a fare una vita dissoluta tra alcool e feste; spese soldi per aiutare la sua famiglia e molti altri per soddisfare le pretese del marito. Per evitare i divieti razziali acquistò una carrozza ferroviaria e l’adattò per portare in giro i suoi spettacoli; era una donna con un fisico imponente e un carattere forte, durante una tournee affrontò da sola e senza paura alcuni seguaci del Ku Klux Klan che stavano sabotando il suo tendone e che, sconcertati dalla sua reazione, rinunciarono all'impresa. Si esibì con Louis Armstrong e Fletcher Henderson, fu la cantante di colore più pagata al mondo. Ma con l’arrivo della depressione, la gente smise di comperare i dischi e anche per lei ricominciarono le difficoltà. Morì in un incidente stradale il 26 settembre 1937 e ai suoi funerali parteciparono più di 7000 persone. Da lei presero ispirazione grandi cantanti:  Annette Hanshaw, Billie Holiday, Mahalia Jackson, Janis Joplin Norah Jones.

Bessie Smith Dischi
Life Callout

“in vita mia non ho amato che tre uomini
mio padre, mio fratello e colui che mi ha distrutto la vita”

[Da Down Hearted Blues, di Alberta Hunter e Lovie Austin. Cantata da Bessie Smith]

Jenis Joplin disse di essere diventata una cantante imitando Bessie Smith.

La tomba di Bessie restò senza nome, fino al 1970 quando, da una proposta della Columbia, Juanita Green, che da bambina era stata la cameriera di Bessie, insieme alla cantante Janis Joplin pagarono la lapide. Probabilmente fu la stessa Janis Joplin a far incidere questa dedica: “the greatest blues singer in the world will never stop singing” (La più grande cantante blues del mondo non smetterà mai più di cantare).