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Il Bosco che Suona

La grande musica nell’incanto della foresta

Musicisti di fama internazionale sono entrati nel bosco e hanno scelto un albero dedicandogli un brano. Possiamo ascoltarlo nel modo più coinvolgente e intenso, nella quiete e nel silenzio di una straordinaria foresta di Pecci.

Bosco Illustrazione

C’è un bosco magico nelle Alpi in cui uomini e alberi condividono un segreto

Da secoli alcuni uomini lo percorrono annusando il profumo di ciascun albero, accarezzandolo, scrutandone l’età, la forma, il colore, l’altezza. Cercano di capire il modo in cui è cresciuto: se ha avuto fretta o se si è allungato con calma, se è proceduto a scatti o rallentando a volte, se ha patito il freddo o il caldo, se ha respirato aria umida o troppo secca, se porta i segni di quando si è piegato nella tempesta o sotto il peso della neve. Sono uomini scrupolosi, metodici, che rovistano fra le radici e stimano la vitalità delle fronde; che cercano le cicatrici del tempo, delle stagioni troppo rigide, delle gelate e delle siccità. Sanno che ogni albero ha una storia unica che ne ha temprato il carattere, che può essere morbido o duro, rigido o elastico. Sanno che ogni albero ha una fibra unica. Sono i liutai, quella antica categoria di artigiani meticolosi e pazienti che nei secoli ha saputo affinare la propria opera fino al punto di produrre strumenti musicali che oggi sono considerati opere d’arte dal valore inestimabile. 

Voluta Legno Strumento
© CelloPics - 13/08/2010 – Flikr

Alla fine, nel bosco, i liutai scelgono l’albero che diventerà il loro compagno di strada. A volte decidono leggendo e rileggendo gli appunti, in altri casi si fidano dell’esperienza, che con gli anni diventa intuizione, istinto infallibile. Inizia così, nel folto del bosco, il rapporto intimo fra liutaio e peccio, quel rapporto indissolubile e in fondo fatale fra due entità che, pur essendo così diverse condividono il medesimo segreto: il segreto della risonanza. L’abete va incontro al suo destino in silenzio. Il liutaio torna spesso a fargli visita, a registrare le novità, a misurarne l’evoluzione, fino a quando sarà il momento di sacrificarlo alle divinità della musica. 

Strumenti Musicali
© Urban Kalbermatter - 23/05/2015 – Flikr

Forse oggi la tecnologia potrebbe evitare al liutaio di recarsi nel bosco, potrebbe accontentarsi di testare la risonanza sulle tavole di legno armonico opportunamente preparate da aziende specializzate, ma è così che ci piace immaginare il suo lavoro. Vogliamo continuare a credere che la magia del violino e di tutti gli altri strumenti a corda abbia origine nel bosco magico.

È il bosco in cui Stradivari andava a cercare il legno della sublime risonanza.

Il legno della val di Fiemme diffonde musica nello spazio e nel tempo, valicando i continenti e i secoli grazie alle opere d’arte dei liutai. Gli abeti rossi della valle sono famosi nel mondo per le straordinarie caratteristiche acustiche, per l’eccezionale risonanza del loro legno, ed erano già apprezzati nei secoli scorsi da Stradivari e da altri grandi maestri liutai come i Guarnieri e gli Amati. Da questi abeti si ricavano le tavole armoniche dei più pregiati strumenti a corda.

Bosco
© Luigi Mengato - 02/11/ 2012 - Flikr

È il bosco che suona.

Sopra Predazzo, nella catena del Lagorai, durante l'estate alcuni musicisti di fama internazionale sono invitati dagli enti locali a scegliere un albero e a dedicargli un brano. L’associazione fra l’artista e l’abete avviene tramite un vero e proprio rito che prevede il racconto della sua unicità da parte di esperti forestali e che si conclude con l'esecuzione sotto l’albero stesso del brano musicale. “Gli escursionisti che passeggiano in questo luogo incontrano gli abeti di Mario Brunello, Daniel Hope, Danilo Rossi, Marco Rizzi, Ilya Grubert, Uto Ughi e molti altri. Ogni abete è contrassegnato da una targa. 

Life Callout

 “C’è un uomo col violoncello in un bosco d’abeti ancora coperto di neve. Lo strumento ha cinque secoli, è fatto col legno di quella foresta. L’uomo lo appoggia a un tronco, ficca diagonalmente il puntale nella corteccia. Lo accorda, attacca una suite per violoncello solo di Bach. Spara note basse nel legno, lo esplora con pazienza, lo sonda, finché succede. L’albero - un gigante di trenta metri - reagisce. Si sveglia, risuona nelle fibre, diventa un prolungamento del liuto. Di più. Mezza foresta suona, ripete quelle vibrazioni come se le sapesse a memoria. Riconosce la voce dell’antenato”.

Paolo Rumiz | Il legno che canta nella foresta degli alberi-violino | Feltrinelli

Il Bosco che Suona si può raggiungere percorrendo la strada forestale che da Predazzo porta in Valmaggiore e tramite l’App “Bosco che suona”, nella quiete e nel silenzio della foresta, è possibile ascoltare, nel modo più coinvolgente e intenso, la musica associata a ciascun albero tramite tablet o smartphone.