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Rievocazione della Coppa della Presolana

Anteprime del video-reportage di Euromaster Life.

Le auto storiche si sono concentrate ieri mattina sul Sentierone di Bergamo davanti al Teatro Donizetti per lanciarsi in una Gara di Regolarità, risalendo la Val Serina e la Val Seriana e terminando sotto la Presolana.

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Claudio Zucchelli e Andrea Biasia | Partenza Rievocazione della Coppa della Presolana 2017 | Bergamo – Teatro Donizetti © Mete di Arioli Srl.

Quella di ieri era una di quelle giornate in cui la Presolana si mostra in tutta la sua magnificenza, quella del più grande massiccio calcareo delle Orobie. Si staglia come un colosso d’argento contro il blu terso dei cieli invernali ed è visibile da tutta la Pianura Padana antistante fino al tramonto, quando rosseggia, unica fra le cime orobiche, come le migliori pale dolomitiche.

Ed è a quella montagna argentata che guardavano i piloti delle auto storiche che ieri mattina all’alba si sono concentrati sul Sentierone, nel centro di Bergamo, per partecipare alla rievocazione del mito: nel 1929 un gruppo di pionieri dell’automobilismo sportivo si riunì nel centro di Bergamo e si lanciò in una gara che terminava con una corsa a folle velocità sulle strade, allora sterrate, che dalla val di Scalve salivano al passo Presolana con una serie di tornanti e di pendenze mozzafiato. Un percorso molto impegnativo se consideriamo la meccanica “sperimentale” delle auto di quel tempo.

Del resto, anche ai piloti che sono partiti ieri non è mancato il coraggio; soprattutto hanno avuto bisogno di fare appello alla propria passione e determinazione quelli (i pochi) che, come Andrea Biasia e Claudio Zucchelli, hanno affrontato la gara a bordo di un’auto scoperta in una giornata che si è annunciata con temperature prossime allo zero. Basta guardare Claudio e Andrea nella foto di copertina di questo articolo per capire “l’aria che tirava”; in senso letterale e non figurato. 

Life Callout

Quando viaggi d’inverno su una Seven scoperta il freddo diventa più freddo!

Il sole splendeva ma l'aria era davvero gelida. Quando viaggi d’inverno su una Seven scoperta il freddo diventa più freddo! Il the caldo al punto di ristoro di Aviatico ci ha fatto ritrovare un minimo di "confort termico", ma è durato solo il tempo di tornare in auto. I paesaggi erano bellissimi, la Valle del Riso per esempio è un gioiello, ma gli abbiamo dato solo qualche occhiata veloce. Siamo arrivati qui a Dorga con il naso gelato, viola! Soprattutto quello di Claudio! Scherzo! Adesso rientriamo… sempre sulla Catheram, sempre scoperta! La stanchezza è tanta, ma è tanta anche la soddisfazione: siamo riusciti a concludere la corsa non perdendo mai il percorso, restando dentro i parametri di gara, rispettando controlli, timbri e orari. È stato tutto un susseguirsi di prove di regolarità, un vortice: in 160 km ne abbiamo superate ben 50, e tutte impegnative… non c’è stato un minuto di relax. Andare su e giù nelle nostre valli, con la neve in giro, pilotando la Seven scoperta è stato emozionante; la Seven è una macchina incredibile, torni indietro nel tempo… mi sono sentito come quelli del 1929.
[Messaggio di Andrea Biasia a fine gara]. 

Tutti gli equipaggi sono partiti entro le 11:00 facendo rombare con orgoglio il proprio “ferrovecchio” davanti alla facciata monumentale del Teatro Donizetti. Dopo essere sfilate nel paesaggio agricolo della zona di Scanzo, fra i vigneti di Celinate, le auto storiche sono salite a Selvino, si sono dirette verso Oltre il Colle e sono scese nella Val del Riso. Il passaggio nella zona di val Goglio, nel magnifico borgo storico di Gromo e nel vecchio centro di Ardesio ha regalato agli spettatori cartoline vintage indimenticabili. La salita verso Clusone e poi l’ultimo tratto in vista della Presolana ha emozionato anche per gli spettatori. Al loro arrivo a Dorga in Valle Seriana, fra le 14:30 e le 16:00, i piloti sono stati accolti da un folto gruppo di appassionati.

Godetevi le anteprime del video-reportage di Euromaster Life che pubblicheremo domani, e continuate a seguirci.