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Vernasca Silver Flag 2018

È l’anno delle auto storiche francesi.

Vernasca Silver Flag 2018
Vernasca Silver Flag 2018 © Andrea Biasia

Vernasca è un comune italiano noto per il suo borgo medioevale di Vigoleno dove sono state girate molte scene del film Ladyhawke con Michelle Pfeiffer. Questo paesino di soli 2000 abitanti in provincia di Piacenza ospita da ventidue anni uno degli eventi di auto storiche più importanti d'Europa. Il 29 e il 30 Giugno alcuni fra i pezzi più rari e preziosi dell’automobilismo storico mondiale si sono confrontati nel Vernasca Silver Flag (concorso dinamico di conservazione e restauro di vetture storiche da competizione).

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Vernasca Silver Flag 2018 © Andrea Biasia

L’origine della Vernasca Silver Flag.

La Castell’Arquato-Lugagnano-Vernasca era una gara di velocità in salita organizzata dal 1953 al 1972 dall’Automobile Club Piacenza. Prevedeva un percorso di poco più di 9 km caratterizzati da una prima parte molto veloce a valle e un secondo tratto che s’inerpicava sulle colline con tornanti e curve molto impegnative in contropendenza. Le sfide furono epiche, sia tra le case automobilistiche (Abarth, Alfa Romeo, Ferrari, Maserati, Osca, Porsche, Chevron, ecc.), sia tra i piloti (Consalvo Sanesi, Odoardo Govoni, i fratelli Leto di Priolo, Peter Schetty, Arturo Merzario, Eris Tondelli, ecc.). L’ultima corsa della Castell’Arquato-Lugagnano-Vernasca risale al 14 maggio 1972, ma il C.P.A.E. (Club Piacentino Automotoveicoli d'Epoca) ha riattivato la manifestazione alla fine degli anni novanta nella forma di concorso dinamico di conservazione e restauro di vetture storiche da competizione: niente più cronometri, competizione e stress, solo tanta voglia di ritornare in strada con automobili che diversamente riposerebbero nelle autorimesse o nei musei. Nel giro di pochi anni il numero di richieste d’iscrizione è aumentato in modo esponenziale, così come la qualità delle vetture. La passione degli amici del Club Piacentino è contagiosa e valica le Alpi, scende in Svizzera e arriva in Austria, Olanda, Belgio, Inghilterra; la manifestazione raggiunge una risonanza stupefacente in tutta Europa e diventa un evento imperdibile per gli appassionati.

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Vernasca Silver Flag 2018 © Andrea Biasia

La Vitesse en bleue!

Ogni anno la Vernasca Silver Flag è improntata a un tema particolare, quest'anno lo slogan era "Vitesse en bleue!”. Le grandi vetture da corsa francesi. Il colpo d'occhio sulle vetture alla partenza era piuttosto inusuale giacché Il colore rosso, solitamente dominante, lasciava il posto alle infinite declinazioni del blu (fino alla fine degli anni '50 i colori delle vetture erano definiti dalle nazioni di appartenenza, rosso per l'Italia, blu per la Francia, verde per l'Inghilterra). Si potevano osservare veterane come la Peugeot tipo 3 del 1893 e vetturette da corsa d’anteguerra, come la Salmson AL3 sport, la Amilcar CGS, la Bnc 527 Monza oppure veri e propri miti come le Bugatti Tipo 35, 35A, 35B, 37. Il motorismo francese è soprattutto la 24 ore di Le Mans, va ricordato che il marchio Bugatti è di origine italiana, Ettore Arco Isidoro Bugatti nacque a Milano nel 1881, frequentò l'accademia di Brera e lavorò per la celebre fabbrica milanese Prinetti & Stucchi. Erano presenti piccoli capolavori, sconosciuti ai più, come DB Deutsch Et Bonnet HBRS, Panhard Dyna Sport X86 o Simca Gordini. Vetture caratterizzate da cilindrate e pesi ridottissimi, ma con un’aerodinamica piuttosto sofisticata e prestazioni in velocità di tutto rispetto, in grado di aspirare a piazzamenti importanti alla fine delle ventiquattro ore di gara. Vederle allineate alla partenza e sentire il suono dei loro bicilindri raffreddati ad aria è cosa che emoziona anche i più esperti. Non mancavano le auto storiche dell'epoca d'oro dei rally, con vetture epiche come le Alpine A110 che decretarono la fine del dominio delle Lancia Fulvia HF o ancora le Alpine Renault a310 v6, Renault r5 turbo tour de corse gr.B, Peugeot 204 gr. 2 rally, Peugeot 205 t16 gr. Fantastico vederle prendere il via a tutto gas dai nastri di partenza con accelerazioni brucianti che fanno venire la pelle d'oca ancora oggi a distanza di oltre 40 anni. 

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Vernasca Silver Flag 2018 © Andrea Biasia

A Vernasca le auto storiche ritrovano i loro piloti originari.

Le auto ritrovano i loro piloti originari e ciò concorre a generare un'atmosfera unica e irripetibile. Anche quest'anno la reunion tra auto e piloti è stata di tutto rispetto con Bernard Darniche che è tornato a guidare la Lancia Stratos Gr.4 con cui vinse il Tour de Corse del 1975 o l’inossidabile Arturo Merzario su Alfa Romeo 1900 Sport Spider o ancora Jurgen Barth che ha potuto provare nuovamente il piacere di cimentarsi come ai suoi esordi negli anni '70 su Porsche 911. 

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Vernasca Silver Flag 2018 © Andrea Biasia

Il piacere di ammirare i gioielli dell’automobilismo storico.

Si dice che a Vernasca possa capitare di condividere il piacere di un bicchiere di Bonarda con Arturo Merzario o Stirling Moss o Miki Biasion. Si percepisce la passione dei partecipanti quando si ascoltano storie fuori dal tempo: quest’anno una coppia di svizzeri è giunta a Vernasca a bordo della loro Ferrari 340 America del 1950 e un temerario belga ha compiuto il rodaggio della sua monoposto Lotus di F. Junior nei giorni precedenti la gara andando su e giù dai colli piacentini scortato dalla polizia. Anche alcuni musei europei di vetture storiche restaurano le proprie auto per portarle a prendere una boccata d'aria nel piacentino e gli appassionati possono lustrarsi gli occhi davanti a capolavori esclusivi. Nel 2012 la commissione londinese dell’International Historic Motoring Awards ha assegnato alla gara di Vernasca la vittoria nella categoria di “evento motoristico internazionale dell’anno”.

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Vernasca Silver Flag 2018 © Andrea Biasia
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Vernasca Silver Flag 2018 © Andrea Biasia
Life Callout

È ormai sera quando la manifestazione spegne i riflettori. Passeggiando tra le auto mi fermo ad ammirare il vano motore di un’ insolita Nardi Danese... è uno strano blocco cilindri molto lungo... conto i cavi delle candele... ben otto! Si avvicina il proprietario che probabilmente mi ha visto perplesso e mi dice: "Questo è uno dei due motori che Enzo Ferrari fece progettare all'Ing. Alberto Massimino in previsione di costruire la sua prima Ferrari, la quale per questioni contrattuali con l'Alfa Romeo prese il nome di Auto Avio 815", 8 cilindri e 1500 cc, per l'appunto. La Vernasca è tutto questo... una finestra sul passato che per gli appassionati equivale a un sogno. [Andrea Biasia]

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Vernasca Silver Flag 2018 © Andrea Biasia