Nuova musica per il tuo viaggio

Due cuori e un autocarro

Sono figlio del cammino, la carovana è la mia casa e la mia vita è la più sorprendente avventura

(Amin Maalouf, cfr Leone l’Africano, 1986)

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Ora basta, mollo tutto e comincio a girare il mondo!

Quante volte questo pensiero ci è balenato in mente? Quante volte siamo stati ad un passo dal riempire lo zaino e partire? Martina e Guido quel “passo” lo hanno fatto, ma anziché preparare le valige, hanno caricato tutto nel rimorchio di un autocarro ed hanno ingranato la prima!

Curiosi di saperne di più? Abbiamo avuto il piacere di incontrarli, durante una delle periodiche visite in Italia, così da farci raccontare la loro “Vita da Camion”!

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Due cuori e un…autocarro, in luogo della proverbiale capanna! Una scelta inusuale ma ben ponderata, come loro stessi ci spiegano; camper, caravan ed altre tipologie di casa mobile tradizionali nascono con una connotazione prettamente turistica, adatti a brevi periodi di permanenza, ma non adeguati ad essere adibiti ad abitazione. Spazi, abitabilità, resistenza, affidabilità del motore, arredamento, gestione degli impianti fotovoltaici e coibentazione, sino al ricavare un garage posizionato sotto la zona notte, adatto ad ospitare due moto, preziosissime per gli spostamenti cittadini; tutto questo richiede un mezzo decisamente capiente, adattabile e che offra molteplici possibilità. Certamente, volendo iniziare da un veicolo vergine, il lavoro da fare sarebbe molto, senza contare le pratiche per ottenerne l’omologazione, ma con un po’ di fortuna si possono trovare mezzi già allestiti, e così è stato per il loro piccolo cottage su ruote.

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Martina e Guido ci raccontano di come sia la quotidianità, di quali scelte sia necessario fare per ridurre il proprio impatto ambientale, ma anche di come gestirsi per poter ricavare il tempo per viaggiare e non rischiare di diventare meri lavoratori itineranti, dagli accordi con produttori e commercianti locali, all’attenta gestione dell’acqua e delle risorse, ma soprattutto di quanto sia importante mantenere sotto controllo ogni aspetto della quotidianità ed avere sempre un “piano B” per far fronte serenamente ai momenti di difficoltà, così scopriamo come quello che sarebbe dovuto essere solo un lungo viaggio, giorno dopo giorno, abbandonando le insicurezze ed imparando ad uscire dalla propria zona di comfort, si sia trasformato in un nuovo progetto di vita.

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Arrivati a questo punto, una domanda sorge spontanea: qual è la prima cosa che si desidera trovare, una volta raggiunta una nuova destinazione? Martina assume un’aria molto seria, mi rivolge uno sguardo fermo, ed esclama: “Un parcheggio!”

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Inevitabilmente scoppiamo a ridere, ma come accade per le leggende, anche le battute celano un fondo di verità; scegliere con cura il luogo in cui la propria casa sarà posizionata per qualche settimana o mese è di fondamentale importanza: svegliarsi la mattina immersi nella natura, o affacciati su di un promontorio mozzafiato è uno degli aspetti più affascinanti di questa avventura, cui va a sommarsi un altro risvolto molto importante, gli incontri. Ogni luogo porta con sé persone, individui con cui condividere una parte del cammino o anche solo qualche ora di svago, o di lavoro, ognuno con la propria storia, la propria sensibilità e cultura, con cui assaporare momenti, a cui insegnare e da cui imparare molto, nel bene e nel male!

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Il tempo vola, Martina e Guido ci salutano, montano sull’ autocarro e ripartono, allontanandosi sulle note di “Sur le chemins de la Bohéme”, ma se volete seguire le prossime tappe della loro grande avventura, passate a trovarli su Instagram @wilson_staytravel

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