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Alla scoperta dell'arte nella Metropolitana di Stoccolma

La metropolitana più bella del mondo si trova a Stoccolma?

Arte e mobilità si fondono nella “Tunnelbana” della capitale svedese, creando un gioiello da esplorare che sfida la banalità del quotidiano

1 Copertina Fred Rivett Kungstradgarden

“La vera arte è dove nessuno se lo aspetta, dove nessuno ci pensa né pronuncia il suo nome”.

Queste parole, del pittore e scultore francese Jean Dubuffet, descrivono in maniera perfetta l'idea che risiede nell'anima del progetto che ha dato vita alla metropolitana di Stoccolma.

Immaginare di trovarsi di fronte ad un opera d'arte semplicemente scendendo da una scala-mobile per recarsi in ufficio o per tornare a casa è puramente sublime.

Tutto questo è la metropolitana di Stoccolma, una galleria d'arte sotterranea che racchiude le opere di 150 artisti che nell'ultimo cinquantennio hanno dato libero sfogo alla loro espressione creativa.

La particolarità di queste creazioni è che non sono semplici quadri appesi alle pareti per abbellire le varie stazioni o i tunnel che le collegano ma delle installazioni site-specific, ovvero pensate e modulate sull'impianto sotterraneo della struttura. L'effetto prodotto è disarmante, perché immerge non più un semplice passeggero ma un fruitore attivo in un mondo di colori e stimoli visivi.

Il restyling ha anche contribuito a rendere il sistema della metropolitana la mostra d’arte più lunga del mondo: 110 chilometri da Guinness dei primati. Diversi sono gli stili utilizzati: il filo conduttore riprende comunque la scena artistica moderna svedese, guidata dalle primissime opere d’avanguardia di Vera Nilsson e Siri Derkert.

T-CENTRALEN (linea blu - verde - rossa)

2 Johannes Hurtig T Centralen

Il percorso nei meandri della metropolitana di Stoccolma non può non iniziare dove le tre linee che compongono il sistema ferroviario (blu, verde e rossa) si incontrano. Non a caso questa stazione prende il nome di T- Centralen. L'artista Per Olof Ultvedt ha voluto mescolare motivi floreali, come fiori stilizzati e piante rampicanti, a sagome dei lavoratori che costruirono la metro negli anni ‘70. L'utilizzo del colore bianco alternato al blu sembra sia stata una scelta pensata per l'effetto rilassante che la fusione di queste due gradazioni provocano alla nostra vista.

RADHUSET (linea blu)

3 Robert Bye Radhuset

Storia e natura si fondono nella stazione Radhuset: la parate di roccia non alterata danza con i reperti archeologici romani, creando un avvolgente vortice. Mentre la scala-mobile accompagna i passeggeri al binario, si ha come l'impressione di scendere all'interno di una grotta, fino al centro della terra, dove l'ambiente è rimasto integro e rilegato ad un lontano passato.

SOLNA CENTRUM (linea blu)

4 Dimosthenis Papamichail Solna Centrum

Il viaggio sulla linea blu prosegue fino ad arrivare alla stazione di Solna Centrum. Tre colori complementari dominano la scena scontrandosi tra di loro, creando un effetto straniante al passeggero stimolando, però, anche una riflessione. Le pareti verdi descrivono una foresta, il colore nero racconta un paesaggio cittadino morente, mentre il rosso fuoco omaggia un cielo ricco di premonizioni future: è la ribellione della natura contro i cambiamenti climatici odierni.

La storia dell'esodo rurale e la contemporanea distruzione dell’ambiente accompagnano il passeggero, esortandolo a pensare, come desiderato dai due artisti Karl-Olov Björk e Anders Åberg.

HOTORGET (linea verde)

5 Andreas Sterner Hötorget

Le installazioni che fanno da cornice alla stazione di Hötorget sono state affidate alla direzione dell'artista danese Gun Gordillo che aveva un unico obiettivo: colpire e sconvolgere (ampiamente centrato). Dal 1998 i passeggeri che transitano non possono non rimanere ammaliati dai 103 fili di neon luminosi utilizzati per incorniciare i soffitti e le pareti. Un susseguirsi di linee che sembrano seguire il battito cardiaco o, come ha chiarito Gordillo in un'intervista, richiamare le scie dei pattini sul ghiaccio.

THORILDSPLAN (linea verde)

6 Mahdis Mousavi Thorildsplan

Il sogno di tutti i bambini è sempre stato quello di poter entrare nel mondo di fantasia dei videogiochi, sogno che in parte possono vivere nella stazione di Thorildsplan. L'artista Lars Arrhenius ha voluto omaggiare i grandi classici video-ludici del passato come Pac-man, Super Mario Bros o Space Invader, decorando le pareti e i soffitti della fermata con gli iconici pixel e figure che hanno reso immortale l'estetica a 8 bit degli anni '90. Un senso nostalgico non può non prendere alla gola, chi ha lasciato una parte di sé dentro quei mondi immaginari.

STADION (linea rossa)

7 Robert Bye Stadion

“Quando sei qui con me, questa stanza non ha più pareti […] Io vedo il cielo sopra noi”

La canzone di Gino Paoli “Il cielo in una stanza” descrive alla perfezione la stazione Stadion, sulla linea rossa. Gli artisti Åke Pallarp ed Enno Hallek avevano un unico obiettivo: portare sottoterra il cielo svedese. Non solo, l'azzurro del cielo viene continuamente sfidato dai colori accesi e vivaci di bellissimi arcobaleni che accompagnano i viaggiatori alla banchina. Un senso di unità e serenità pervade l'intero ambiente, non a caso gli artisti volevano ricordare ai passeggeri il significato del nome della fermata: Stadion, ovvero la storia dello sport svedese. Nelle vicinanze della stazione, infatti, si trova lo Stadio Olimpico di Stoccolma, sede delle Olimpiadi del 1912.