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Pink Floyd: Musica da vedere

Al Macro di Roma le immagini psichedeliche dei Pink Floyd.

Il 18 aprile 1968 si tiene a Roma il primo show italiano dei Pink Floyd. Oggi, a pochi passi da quel palco, il museo MACRO ospita la prima mostra audiovisiva in Italia dedicata alla band, uno dei più grandi complessi rock di sempre. 

Pink Floyd Macro Roma
© Raph_PH | 28 maggio 2017 Londra | Flickr

MACRO - Museo d'Arte Contemporanea.

Il MACRO di Roma è per la città un raro esempio di archeologia industriale. Sorto sulle macerie del complesso utilizzato per la produzione della Birra Peroni fino agli anni ’70, il Museo d’Arte Contemporanea è oggi un punto di riferimento internazionale. Le esposizioni qui allestite intersecano trasversalmente tutte le forme dell’arte moderna. Attualmente è in corso l’attesissima esposizione audiovisiva dedicata ai Pink Floyd, appena conclusa a Londra. “The Pink Floyd exhibition: their mortal remains” è stata descritta dai quotidiani inglesi con parole come “quasi altrettanto emozionante che ascoltare i Pink Floyd dal vivo”, ed è stata la mostra più visitata di sempre nel suo genere poiché offre una visione inedita ed esclusiva del mondo dei Pink Floyd, dagli esordi all’ultimo concerto del 2005. 

Pink Floyd Exibithion
© Raph_PH | 28 maggio 2017 Londra | Flickr

The Pink Floyd exhibition: their mortal remains.

I loro resti mortali” è un viaggio audiovisivo nella ricerca sonora e visuale durante i 50 anni di carriera di uno dei più leggendari gruppi rock di sempre. La mostra è stata inaugurata dagli stessi Roger Waters e Nick Mason. Ad accogliere i visitatori è il prisma rotante 3D che, usando le parole del musicista, “è l’ologramma della nuova tecnologia museale”. Il prisma colorato sul fondo nero rappresenta l’uso avanguardistico delle luci sul palco da parte della band ed è passato alla storia come copertina dell’album “The Dark Side Of The Moon”, uscito nel 1973 e ritenuto il secondo disco più venduto di sempre, dopo Thriller di Michael Jackson. La mostra racconta l’approccio sperimentale della band nel cruciale passaggio culturale dagli anni Sessanta in poi. Ricostruisce come il gruppo londinese divenne fondatore del movimento psichedelico contemporaneo che cambiò per sempre l’idea della musica. L’allestimento, seguito proprio dal batterista e fondatore della band Nick Mason, prevede un percorso cronologico guidato dalla musica e dalle voci dei membri dei Pink Floyd ripetute in numerose video installazioni; analizza le singolari scenografie, le animazioni video e le figure gonfiabili utilizzate nei loro concerti; propone interviste e illustra il lavoro di professionisti e tecnici che hanno collaborato con la band per allestimenti e realizzazioni dei loro spettacoli e dei dischi; inoltre i visitatori possono usare singoli mixer per modificare e creare una propria versione del brano Money da The Dark Side Of The Moon. Replica, anche se non identica in tutte le sue parti, della mostra appena terminata a Londra, questa esposizione vede come “opere” i personaggi stessi della band, che dichiarano di sentirsi onorati di essere considerati tali da più generazioni. 

Pink Floyd Exibithon Rome
© Raph_PH | 28 maggio 2017 Londra | Flickr
Their Mortal Remains
© Raph_PH | 28 maggio 2017 Londra | Flickr
Life Callout

“…ci tengo a dire che questa mostra "Their mortal remains" è veramente fantastica e memorabile. Me la sono gustata in tre ore e mezza di visita guidata da cuffie a sensore; non manca veramente nulla e immerge il visitatore nella magica atmosfera degli anni '60, '70 e '80 quando la musica veramente interpretava il suo tempo.”

[ Franco A. di Reggio Calabria | Tripadvisor ]

Il primo concerto della band in Italia.

In Italia la band inizia a farsi conoscere solo a distanza di due anni dal debutto, ma l’impatto è tanto forte quanto lo è già stato in Inghilterra e in America. In seguito all’incisione del primo album “The piper at the Gates of Dawn” nel 1968 i Pink Floyd suonano per la prima volta in Italia; a ricordarlo un post sulla loro pagina Facebook. Il Piper Club è stato il palco di lancio per molti altri artisti, ma alcune testimonianze denotano che la sera di quel 18 aprile fu qualcosa di mai visto prima. Si racconta di nuvole di fumo azzurre, di luci abbaglianti, di suoni stridenti e persino esotici effluvi profumati. La musica italiana non aveva mai conosciuto ritmiche così prima di allora. Le loro esibizioni e le tracce del modo in cui seppero amalgamare la musica all’immagine sono da considerarsi opere d’arte, vere e proprie creazioni artistiche da ricordare e conservare. 

Life Callout

Non è stato facile fare i conti con le personalità dei miei compagni di band. Sono persone difficili ma sicuramente dei grandissimi musicisti. Se non avessimo avuto il folle Syd ed il folle Roger, non saremmo mai diventati i Pink Floyd”.

[ Nick Mason batterista dei Pink Floyd ]