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La Baia di Clew

In viaggio sulla Wild Atlantic Way.

Quando soffia il vento sulle scogliere selvagge della contea di Mayo echeggia la leggenda della “regina dei pirati”. I paesaggi d’Irlanda sono colmi di siti leggendari. 

Clew Bay Ireland Westport Cover
© Christian_Birkholz | Pixabay | pubblico dominio

Westport e la baia di Clew.

Seguendo l’Atlantic Way, nei pressi di Achill Island, prima di raggiungere Galway, si giunge alla Baia di Clew, un piccolo golfo punteggiato da 300 isole; grandi zolle di erba che sembrano galleggiare sull’oceano come ninfee di Monet. Sulla costa, dalle onde emergono larghe dune di sabbia bianca che separano con capricci sinuosi i colori abbacinanti delle lande irlandesi da quelli cangianti dell’oceano; cromie traslucide di smeraldo e lapislazzuli… metallo. Famosa è l’isola acquistata da John Lennon e Yoko Ono nel 1967, un’oasi di natura incontaminata.

Croagh Patrick, “la montagna sacra degli irlandesi”.

Domina la scena il grande cono di Croagh Patrick, un colosso verde con la “testa fra le nuvole”, una montagna sacra sulla quale milioni di “devoti” hanno tracciato, processione dopo processione, passo dopo passo, in migliaia di anni, un sentiero pietroso che si inerpica fino alla sommità, nel luogo dei riti ancestrali. L’Europa è costellata di pratiche religiose arcaiche insopprimibili e per ciò trasmutate in ricorrenze cristiane: le divinità antiche continuano ad osservarci dai dipinti e dalle statue della cristianità, travestite da santi. Una quantità di Dolmen e Menhir si erge in Irlanda a testimonianza di spiritualità scomparse. L’ultima domenica di luglio, sulla sommità di Croagh Patrick, gli antichi riti prendono la forma di una messa cattolica dedicata alla liberazione del paese dai mostri e dai serpenti squamati da parte di san Patrizio.

Anche su questa seducente costa ventosa, come in ogni altra parte d’Irlanda, il paesaggio è punteggiato da siti leggendari, legati a racconti che affondano nella notte dei tempi, miti che fortunatamente sono giunti a noi tramite la grande tradizione orale celtica e la trasposizione in testo scritto da parte di monaci cristiani in epoca medioevale. Ma non solo di miti si tratta; nella piccola cittadina di Westport, per esempio, i ponti, il porto e i castelli di pietra, che sfidano da secoli le intemperie della costa di Connemara, mantengono viva la memoria di una donna leggendaria: Granuaile.

La regina dei pirati.

Nel XVI secolo, le coste dell’Irlanda Occidentale, nei pressi di Westport, sono dominate da una donna forte e impetuosa: Grace O’Malley (1530-1603). Cresciuta in una famiglia di mercanti di successo, Grace passa alla storia come Granuaile, la regina dei pirati. Fin da bambina Grace vuole partecipare agli affari di famiglia e implora i genitori di permetterle di viaggiare sulle navi in partenza per la Spagna, ma il padre le nega ogni ruolo. Le donne del tempo sono generalmente relegate nel ruolo prestabilito di madri, inoltre è diffusa la superstizione che le donne siano portatrici di sfortuna sulle navi, a causa dei lunghi capelli che s’impigliano facilmente nelle corde. Grace però è una ragazza forte e non si lascia scoraggiare, si rasa la testa, divorzia, e trova il modo di imbarcarsi. 

Grace O Melly
Illustrazione su ‘ Storia della buonanotte per bambinre ribelli’ di Elena Favilli e Francesca Cavallo © Kathrin Honesta

Ben presto Granualie conquista il titolo di Regina del Mare di Connemara e, grazie alle conquiste militari, alla pirateria e all’imposizione di dazi sul passaggio nella Baia di Clew, accumula un grande patrimonio. La “piratessa” domina i mari della costa occidentale e le terre delle contee di Mayo e Connemara. Sempre al centro delle dispute politiche e delle guerre, la sua esistenza è quanto di più avventuroso e romanzesco si possa immaginare ed è segnata da episodi leggendari. Un evento fra gli altri ha contribuito alla sua fama di guerriera dal temperamento indomabile: nel mezzo della battaglia per il castello Stauntons of Kinturk, il figlio Tibbot vacillò e si ritrasse vicino alla madre, a quel punto Granualie lo guardò negli occhi e disse "An ag iarraidh dul i bhfolach ar mo tho'in” (Stai cercando di nasconderti nel mio culo, il posto da cui vieni?).

Icona della riscossa del genere femminile, Granualie continua ad affascinare gli storici e non solo, la Baia di Clew è frequentata da turisti affascinati dalla leggenda della regina dei pirati.

La statua di Grace O'Malley a Westport House.

Nei giardini di Westport House (elegante costruzione del 18° secolo eretta sulle rovine di un castello di Grace O'Malley) è possibile ammirare la statua in bronzo di Granualie (replica di quella in alabastro custodita all'interno). La regina dei pirati si erge fiera scrutando l’orizzonte, la mano sinistra tiene saldamente il timone, la destra è pronta a sfoderare la spada appesa alla cintura. Non esiste immagine più degna della regina dei pirati del 16° secolo.