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Le isole Pitcairn: le più sperdute dell’oceano

Tra natura e storia dell’isola degli ammutinati del Bounty

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Nel cuore del Pacifico meridionale troviamo un vero e proprio paradiso naturale dalle spiagge bianche e deliziose noci di cocco. Si tratta dell'isola di Pitcairn, una colonia britannica, la cui fama è nota tra i cinefili e agli amanti di paesaggi unici nel loro genere: gli abitanti sono discendenti dei marinai ammutinati della nave Bounty, degli uomini e delle donne tahitiane che li avevano seguiti. Una storia ancor più nota grazie alla pellicola cinematografica “Gli ammutinati del Bounty” che ha per protagonista Marlon Brando.

L'isola di Pitcairn è celebre anche per un altro motivo: la popolazione ha raggiunto un picco di 223 abitanti poco prima della Seconda guerra mondiale, ma ad oggi la comunità si compone soltanto di 48 abitanti, a conferma del graduale spopolamento di questo territorio.

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La colonia di Pitcairn è formata da 4 isole: Pitcairn (4,6 kmq), Ducie (0,7 kmq), Henderson (37,3 kmq) e Oeno (0,65 kmq) ed è soltanto Pitcairn ad essere abitata, entrando nella cerchia dei luoghi più remoti del pianeta. Per scoprire Pitcairn gli europei dovettero aspettare fino al 1767, quando, navigando sulla nave di Sua Maestà Swallow, Philip Carteret la scoprì e la segnò sulla sua carta con un margine di errore di 300 chilometri. Ma la data più importante e simbolica per quest’isola è quella del 1790 quando fu raggiunta per la prima volta dai membri dell'equipaggio della fregata britannica Bounty, guidati dall'ufficiale Fletcher Christian. La storia narra che l’intero equipaggio si ribellò al capitano William Bligh e, dopo aver rapito alcune donne tahitiane, decise di stabilirsi su questi 5 chilometri di rocce. Un’avventura e una storia che trova eco anche nel romanzo di Jules Verne “I ribelli del Bounty”.

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Pitcairn offre molta bellezza: a circa 150 chilometri a nord-est dell’isola troviamo l’isola di Henderson. Le sue spiagge hanno ottenuto il riconoscimento di patrimonio mondiale dell'UNESCO nel 1988 e non c’è da stupirsi! Si tratta di un atollo lungo quasi 10 chilometri e largo 5, e si trova nella terza area marina protetta più grande del mondo, dove la pesca commerciale è illegale. Grazie ai suoi rigogliosi alberi di cocco, la sabbia dai riflessi rosa e le acque turchesi sulla barriera corallina, rappresenta un importante santuario per gli uccelli marini. Purtroppo, questo paradiso isolato, visitato quasi unicamente dagli scienziati una volta ogni 5-10 anni è tra le isole più contaminate del Pianeta: milioni di pezzi di plastica che galleggiano nell'Oceano Pacifico vanno a depositarsi sulle sue coste sabbiose.

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L’isola di Pitcairn, in origine, era quasi interamente coperta da una fitta foresta, mentre oggi gran parte della vegetazione è stata sostituita da giardini e alberi da frutto. La bellezza che caratterizza Pitcairn è racchiusa nel suo clima tropicale e nella sua natura che apre lo sguardo a vaste baie ricoperte da sabbia finissima e mare cristallino. Il terreno è piuttosto fertile e permette ai pochi abitanti di dedicarsi all’agricoltura coltivando palme da cocco, banani e arance. Ma se i tesori di Madre Natura rappresentano il biglietto da visita per questa perla del Pacifico, va tuttavia ricordato come la vita quotidiana sull'isola potrebbe risultare complicata: c'è un “centro” che fa da luogo di ritrovo con una scuola, una chiesa e un negozio aperto un'ora per tre mattine a settimana, ma non ci sono cinema o ristoranti.

L'isola di Pitcairn, dunque, pur configurandosi come un luogo in cui la vita quotidiana potrebbe risultare piuttosto difficile, mantiene inalterato il proprio fascino, costruito su voglia di ribellione, parte integrante dell'animo umano.