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Salar de Uyuni in Bolivia

Un deserto bianco di oltre 10.000 chilometri quadrati

A 3.600 mt di quota sulle Ande meridionali boliviane, là, dove un tempo si adagiava il lago preistorico Minchin, oggi luccica il deserto bianco, un’immensa lastra di sale che origina uno dei paesaggi più singolari al mondo. Il Salar de Uyuni offre giochi di luce abbacinanti ad ogni ora del giorno; cromie lunari che al tramonto si fondono con quelle del cielo.

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Salar de Uyuni © AdobeStock

Il Cementerio de trenes en Uyuni.

Chi si addentra nel Salar de Uyuni deve prima attraversare una necropoli degna degli scenari apocalittici del film MAD MAX: disseminati nella desolazione desertica si trovano i resti di antiche locomotive e vagoni merci. Icone di una modernità passata, colossi arrugginiti che affondano nella polvere o riversi su binari che portano nel nulla; echi di clangori di un’industria mineraria un tempo fiorente e poi scomparsa; muti testimoni delle fatiche di un proletariato andino sottoposto al più crudele sfruttamento da parte di feroci compagnie Yankee. Le carcasse arrugginite evocano storie di minatori “armati” di poncho che affrontano mitragliatrici. Chi ha letto Manuel Scorza, i suoi racconti sulle lotte delle popolazioni andine contro i padroni delle miniere, scruterà l’orizzonte in cerca della sagoma sfuggente del Cavaliere Insonne o di quella di Garabombo l’Invisibile, eroi immaginari di rivolte contro il capitalismo selvaggio.

Cemetery Of Trains Boilivia
Cimitero dei treni - Salar de Uyuni, Bolivia © Pixabay
The Salar De Uyuni
Cimitero dei treni - Salar de Uyuni, Bolivia © Pixabay

Il pianto di Tunupa.

Il popolo Inca narra che fu il pianto disperato della dea gigante Tunupa a dar vita al deserto di sale: abbandonata dal marito con un figlio appena nato pianse tanto che le sue lacrime, mischiate al latte per il bambino, riempirono il Salar. 

Salar de Uyuni, là dove il cielo tocca la terra.

Per avventurarsi nel Salar servono mezzi adeguati, ovvero fuoristrada che resistano agli effetti corrosivi del sottile strato superficiale di sale e acqua. Il viaggiatore affronta bizzarrie naturali che mettono a dura prova ogni capacità di orientamento: ricami geometrici sulla superficie bianca traslucida, capricci di rocce che emergono dal nulla, cactus, geyser, lagune colorate. Sembra di essere su un altro pianeta. La sensazione predominante è quella di mancanza di profondità, di uno spazio senza dimensioni in cui scompare la distinzione fra terra e cielo, fra sotto e sopra, fra immateriale e materiale, una dimensione eterea in cui l’azzurro della calotta australe si fonde con il bianco dell’immensa lastra riflettente. A volte l’occhio, sempre catturato dai giochi di luce, scorge il miraggio di montagne blu che sembrano sospese sopra le nubi.

Bolivia Salar De Uyuni Copia
Deserto del sale in Bolivia © psyberartist | 7 febbraio 2011| Flickr | CC 2.0
Raccolta Sale
Uyuni Salt Flats, Bolivia © Jeff Nesanelis | 13 maggio 2011 | Flickr | CC 2.0

La Laguna Colorada di Fenicotteri rosa.

Tra i diversi laghi di alta quota che si possono incontrare nel Salar, uno tra tutti rimane impresso per lo spettacolo dei colori: la Laguna Colorada. I minerali e le alghe donano all’acqua tinte rosso ruggine, verde rame, giallo e rosa pastello. Gli stormi di fenicotteri che lottano contro le folate di vento per atterrare offrono uno spettacolo irripetibile.

Salar Bolivia Sale
Laguna Hedionda Salt Desert Bolivia © Borja García de Sola |  9 luglio 2013| CC 2.0

Gli incrociatori di Star Wars VIII nel bianco del Salar.

La distesa bianca accecante del Salar de Uyuni ha conquistato anche il regista e gli scenografi di The last Jedi. Nell’ottavo episodio della saga Star Wars (2017) il Salar è servito per dare forma al pianeta Crait, il più spettacolare campo di battaglia nella guerra tra il Primo Ordine e la Resistenza, nonché teatro del duello conclusivo tra l’ultimo Jedi Luke Skywalker e Kylo Ren.

I piloti sospesi nel nulla (Dakar Bolivia).

Tra l’11 e 12 gennaio 2018 il Salar de Uyuni è stato nuovamente teatro della “Dakar Bolivia”, con veicoli che attraversano Argentina, Cile e Bolivia sfidandosi su ogni genere di terreno. Un rally serrato ed estenuante che in corrispondenza del Salar assume aspetti surreali con fuoristrada e motociclisti che sembrano sospesi nel vuoto o che si specchiano nel sale. Uno spettacolo di mezzi sfreccianti tra cactus e geyser. Accoglie e festeggia i piloti il monumento di sale con la scritta “Dakar Bolivia”.

Salar De Uyuni Bolivia
Deserto del sale in Bolivia © psyberartist | 7 febbraio 2011| Flickr | CC 2.0